Successo per Internazionali 2016 di tennis, ma il futuro?

 In Dati e statistiche

Gli Internazionali d’Italia 2015 sono stati un successo di pubblico, di biglietti e di critica, che deve essere valutato sotto diversi punti di vista.

I dati sono chiari: dal 2011, primo anno in cui il torneo è diventato combined, c’è stata una crescita del fatturato del 58%, da 16 milioni di euro agli attuali 26 milioni.
L’edizione 2016 è stata vista da 17.000 spettatori in più rispetto alla precedente, per un totale complessivo di quasi 200.000 presenze.
Sebbene siano numeri importanti, il confronto con il resto dei Master 1000 è impietoso: senza scomodare Indian Wells, che fa ormai paura anche ai Gran Slam, Roma e Madrid sono i fanalini di coda in termini di pubblico.
Se da una parte c’è un ampio margine di crescita, dall’altra la concorrenza mondiale fa si che gli spettatori-turisti prediligano altre mete e quindi altri tornei…o forse è il contrario?

Valutando questi numeri, il Presidente della FIT Binaghi ha aperto una discussione sulla possibilità di svolgere gli Internazionali in una location diversa dal Foro Italico, e addirittura diversa da Roma, lamentando problemi di capienza, di collegamenti con la città e di servizi in generale.

Per l’attacco alla città, è arrivata subito la replica da parte dell’amministrazione romana, che ha fatto notare come alcune delle mancanze segnalate siano invece già state colmate da tempo.

Rispetto all’impianto, Giovanni Malagò, presidente del Coni, ha risposto dopo qualche giorno, forte anche del parere negativo di molti giocatori, tra cui Federer e Djokovic “Gli atleti hanno ragione a dire che vogliono restare al Foro Italico, nessuno vuole andare via o cambiare location. Ma al tempo stesso è doveroso e indispensabile dire che noi abbiamo bisogno di fare sempre qualcosa in più e di diverso. Questo è un dato di fatto. A partire dalla copertura del Centrale che deve essere fatta nel pieno rispetto dei vincoli ambientali e quant’altro“.

La riflessione è però un’altra.
Binaghi lamenta un Centrale nato già piccolo ed è un dato di fatto essendo il meno capiente di tutti i Master 1000. Chi ha validato questa scelta insensata? Chi ha pensato al breve periodo senza valutare le potenzialità di crescita del torneo.
Ma facendo un passo più avanti, quale potrebbe essere nel breve una location alternativa? A Roma, non esiste. E fuori Roma? Milano? Torino? Napoli? C’è una sede con capienza superiore e/o con servizi migliori? No.
La realtà è che in Italia non ne abbiamo e dobbiamo fare ancora affidamento su una sede, peraltro storica e bellissima, ma progettata oltre 50 anni fa.

Giammarco D'Orazio
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